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Voucher Baby sitting o contributo asilo nido - Alternativa al congedo parentale

COS'E'

L'articolo 4, comma 24, lettera b), legge 28 giugno 2012, n. 92, ha introdotto in via sperimentale per il triennio 2013-2015 la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, voucher per l'acquisto di servizi di baby sitting oppure un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi. Tale beneficio è stato prorogato anche per l'anno 2016 ed esteso alle lavoratrici autonome dall'articolo 1, commi 282-283, legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità).

A oggi, l'articolo 1, commi 356 e 357, legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) ha prorogato per il biennio 2017-2018 il beneficio in questione sia per le lavoratrici dipendenti e iscritte alla Gestione separata (nel limite di spesa di 40 milioni di euro per ciascuno dei due anni) sia per le lavoratrici autonome e imprenditrici (nel limite di spesa di 10 milioni di euro per ciascuno dei due anni), ferme restando le disposizioni attuative contenute nei decreti ministeriali 22 dicembre 2012, 28 ottobre 2014 e 1° settembre 2016.

A CHI E' RIVOLTO
Possono accedere al beneficio:

  • le lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro;
  • le lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’art.2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, (ivi comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena)

che si trovino al momento di presentazione della domanda ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.
le lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335 (comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena).

Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia alle istruzioni per le lavoratrici dipendenti e iscritte alla gestione separata (pdf 333Kb).

Possono inoltre accedere al beneficio le lavoratrici autonome o imprenditrici: coltivatrici dirette, mezzadre e colone; artigiane ed esercenti attività commerciali; imprenditrici agricole a titolo principale; pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne di cui all'articolo. 66, comma 1, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Queste lavoratrici devono aver concluso il teorico periodo di fruizione dell'indennità di maternità e avere ancora almeno un mese di congedo parentale (in relazione al minore per cui si chiede il beneficio) a cui poter rinunciare. 

Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia alle istruzioni per le lavoratrici autonome (pdf 235Kb).

Non possono accedere al beneficio le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati convenzionati e le lavoratrici che usufruiscono dei benefici del Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità istituito con l'articolo 19, comma 3, decreto-legge 4 giugno 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

DECORRENZA E DURATA

Il contributo è erogato per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa e con rinuncia alla fruizione del congedo parentale da parte della lavoratrice. 

Alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata, alle lavoratrici autonome e alle imprenditrici il contributo è erogato per un periodo massimo di tre mesi.

QUANTO SPETTA

L'importo del contributo è di massimo 600 euro mensili.

Per le lavoratrici part-time il contributo è ricalcolato in proporzione alla minore entità della prestazione lavorativa, come da tabella allegata alle istruzioni per le lavoratrici dipendenti e iscritte alla gestione separata (pdf 333Kb). 

Il contributo per l'asilo nido viene erogato con pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta dalla madre, dietro esibizione da parte della struttura della documentazione attestante l'effettiva fruizione del servizio fino al raggiungimento dell'importo di 600 euro mensili. Il contributo verrà erogato esclusivamente se il servizio per l'infanzia viene svolto in una struttura scelta dalla madre e presente nell'elenco pubblicato sul sito INPS.

Il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro corrisposti esclusivamente in modalità telematica, secondo le istruzioni di cui alla circolare INPS 6 maggio 2016, n. 75. Infatti, a decorrere dal 2016, il beneficio non viene più corrisposto attraverso la consegna di voucher cartacei in sede, ma attraverso la procedura online. In aderenza al principio di tracciabilità dei buoni lavoro previsto dal decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, la madre assegnataria del beneficio tramite procedura online entra in possesso della somma riconosciutale, gestendola per le operazioni necessarie alla remunerazione delle persone che si prendono cura del neonato.

La madre, riconosciuta beneficiaria dei voucher baby sitting, opera al pari di un committente che utilizza la procedura online per gli adempimenti connessi alle nuove funzionalità introdotte:

  • registrazione del committente;
  • accredito del prestatore e richiesta e attivazione della INPS card presso l'ufficio postale;
  • comunicazione all'INPS da parte del committente prima dell'inizio della prestazione;
  • consuntivazione a opera del committente al termine della prestazione.

La mamma deve procedere all'appropriazione dei voucher nel termine di 120 giorni dalla ricevuta di accoglimento della domanda tramite i canali telematici. La mancata appropriazione dei voucher nel termine suddetto viene considerata come tacita rinuncia allo stesso.

La procedura consente la restituzione, per mesi, degli importi precedentemente accreditati alla madre/committente, in base alle mensilità già erogate e agli eventuali importi già consuntivati o rimborsati.

La madre che, dopo l'appropriazione del bonus, intenda rinunciare a una o più mensilità erogate, può farlo attraverso la funzione “Restituzione Bonus”. Per accedere alla funzionalità deve inserire i seguenti dati obbligatori:

- codice fiscale della madre
- codice fiscale bimbo
- numero di domanda
- anno di riferimento



QUANDO FARE DOMANDA

Le lavoratrici dipendenti e iscritte alla Gestione Separata possono presentare la domanda negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità. 

Le lavoratrici autonome e imprenditrici possono presentare la domanda dopo aver concluso il teorico periodo di fruizione dell'indennità di maternità ed entro l'anno di vita del minore.

Si può presentare la domanda di accesso al beneficio per ciascun figlio purché ne ricorrano i requisiti.

L'INPS provvede ad avvisare il datore di lavoro della lavoratrice della proporzionale riduzione del periodo di congedo parentale conseguente alla concessione del beneficio.
 

COME FARE DOMANDA

La domanda va presentata online all'INPS attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare la domanda tramite:

 Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;

 enti di patronato e intermediari dell'Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

 

Nella domanda la madre deve indicare:

  • a quale dei due benefici intende accedere e in caso di scelta del contributo per le spese della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, indicare la struttura nella quale il minore è iscritto;
  • il periodo di fruizione del beneficio, indicando il numero dei mesi;
  • il numero di mesi del congedo parentale al quale intende rinunciare;
  • di avere presentato la dichiarazione ISEE valida.
  • Per il pagamento del contributo gli asili nido (articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92) è necessario inviare alla struttura provinciale INPS territorialmente competente la delegazione liberatoria di pagamento (pdf 25Kb) e la dichiarazione della madre lavoratrice (pdf 24Kb) assegnataria del beneficio di fruizione del contributo economico per l'acquisto dei servizi dell'infanzia.

    Tali documenti sono indispensabili per il pagamento delle fatture relative all'erogazione dei servizi per l'infanzia.

    Per ogni ulteriore approfondimento si rimanda alle circolari INPS 16 dicembre 2014 n. 1696 maggio 2016 n. 75 e 12 dicembre 2016, n. 216.

    Link pagina Inps https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=50575&lang=IT&AccessModalService=1



Ultimo aggiornamento: 10/06/2017